Responsabile Dott.ssa Daiana De Vita DVM

Esami citologici

L’esame citologico consiste nell’osservazione al microscopio ottico di cellule prelevate o naturalmente esfoliate dai diversi organi o tessuti del nostro organismo. Le cellule così raccolte devono essere accuratamente “fissate” al momento del prelievo e successivamente colorate in laboratorio per renderle visibili al microscopio.

In ambito veterinario l’esame citologico è una tecnica di indagine collaterale cui il medico ricorre con frequenza per determinare e differenziare la natura delle alterazioni evidenziate nel corso dell’esame clinico, con lo scopo di giungere ad una diagnosi definitiva o comunque di identificare il processo patologico generale e, quindi, di stabilire con maggiore sicurezza le ulteriori indagini diagnostiche o gli interventi terapeutici da effettuare.

In particolare questo tipo di esame è andato ad occupare un posto di notevole rilievo nella diagnostica neoplastica, grazie ad una serie di vantaggi che sono propri dell’esame in sé:

– Rapidità di esecuzione
– Semplicità di esecuzione
– Basso costo
– Scarsa invasività e atraumaticità
– Ripetibilità
– Rapidità nei tempi di risposta.

La maggior parte delle volte consente di identificare il processo patologico generale sottostante ad una determinata lesione (infiammazione o neoplasia) e, nell’ambito della diagnostica oncologica può, in alcune situazioni specifiche, arrivare ad avere un’accuratezza pari a quella dell’istologia. Nella maggior parte delle volte, tuttavia, rappresenta il primo step utile per indirizzare successivamente il clinico verso la necessità di eseguire un esame istologico (che contribuirà poi a dare una risposta esatta sul tipo e grado di lesione/tumore).

           

L’esame citologico risulta sempre utile per diagnosi preoperatorie o nel follow-up di patologie già diagnosticate, ma, molto importante, data la sua rapidità può essere anche utilizzato in corso di interventi chirurgici esplorativi al fine di fornire un indirizzo intraoperatorio.
Con l’ausilio delle diverse tecniche di diagnostica per immagini (es: ecografia) è possibile inoltre, al giorno d’oggi, mediante prelievo guidato, eseguire l’esame citologico su pazienti svegli o lievemente sedati, anche da lesioni situate in distretti anatomici profondi, quali: polmone, rene, intestino, ecc.., per i quali prima era necessario un intervento chirurgico.
L’esame citologico quindi non deve essere necessariamente e inequivocabilmente sempre diagnostico e, quando possibile, deve essere sempre seguito dall’esame istologico, tenendo inoltre presente di alcuni limiti che la tecnica può presentare: possibilità di campioni non diagnostici, possibilità di errore, necessità del supporto clinico. La performance dell’esame citologico (e quindi la riduzione della possibilità di errore) dipende da due punti essenziali:
– competenze del patologo clinico che legge i vetrini e che dovrá assolutamente essere preparato in quanto la citologia non è una materia che si può improvvisare e necessita anni di studio e pratica
– qualità del prelievo, la quale dipende, a sua volta, dalle competenza del veterinario clinico che esegue il campionamento, il quale deve essere adeguatamente formato sulle tecniche base di prelievo (quando e perché eseguirlo, dove eseguirlo e come condurlo).

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