ERNIE DISCALI

Discopatie del cane:

Le ernie discali sono le patologie neurologiche di più frequente riscontro nella pratica clinica del cane mentre sono relativamente rare nel gatto.
La patologia primaria riguarda in realtà il disco intervertebrale ma le manifestazioni cliniche sono secondarie al coinvolgimento delle strutture nervose ad esso adiacenti, quali midollo spinale, meningi e radici nervose.
Per ernia discale si intende lo spostamento di un disco o parte di esso dalla sua sede abituale , ovvero lo spazio intersomatico, all’interno del canale vertebrale. Condizione necessaria perché ciò avvenga è che il disco sia stato precedentemente soggetto a degenerazione; in casi eccezionali l’eziologia può essere traumatica.
Dal punto di vista anatomico il disco intervertebrale è formato esternamente da un anulus fibroso costituito in alta percentuale da fibre collagene internamente al quale si trova il nucleo polposo, costituito in prevalenza da proteoglicani e glicosaminoglicani con un aumento di acqua pari a circa l’80%.

Il disco intervertebrale sano conferisce flessibilità alla colonna avendo effetto di ammortizzatore. Un disco degenerato invece avendo perso tali capacità è diventato automaticamente soggetto a possibili fenomeni di dislocazione.

Le malattie del disco intervertebrale sono spesso divise in due categorie secondo la classificazione di Hansen che pur risalendo al 1952 mantiene ancora una sua assoluta validità. Seconda tale classificazione si riconoscono le ernie Hansen tipo I caratterizzate da degenerazione condrioide del nucleo polposo e le ernie Hansen tipo II caratterizzate da degenerazione fibroide dell’anulus.

Nel primo caso (estrusioni discali) il processo degenerativo a carico del disco è cronico e in genere asintomatico mentre la sintomatologia clinica insorge in modo acuto. Si tratta di una condizione tipica delle razze condrodistrofiche come bassotti, shih-tzu, pechinesi ma anche cockers spaniel, beagles, barboncini, cani meticci con tronco lungo e arti corti, nelle quali il nucleo polposo perde la capacità di legare acqua, è invaso da cartilagine jalina e in conseguenza di questi eventi proteoglicani e glicosaminoglicani all’interno del nucleo polposo tendono a calcificare. Le estrusioni discali Hansen tipo I possono colpire tutta la colonna vertebrale. I pazienti di età compresa tra i 3 ed i 5 anni hanno ,più frequentemente, estrusioni a localizzazione toraco-lombare mentre i pazienti di età compresa tra i 5 e gli 8 anni hanno estrusioni cervicali; anche se le estrusioni discali possono colpire animali di età inferiore a quelle precedentemente riportate.

La sintomatologia neurologica in corso di estrusione toraco-lombare, inizialmente puo’ manifestarsi con inarcamento della schiena del cane (cifosi) e riluttanza al movimento fino a progredire nei casi più gravi a sintomi di paresi o paralisi degli arti posteriori.
Le estrusioni possono interessare anche il tratto cervicale della colonna vertebrale, in tal caso, in ragione dell’ampiezza dello spazio che separa il midollo cervicale dal pavimento del canale vertebrale la sintomatologia clinica è caratterizzata prevalentemente da dolore spontaneo e/o evocabile, associato a deficit neurologici nella maggior parte dei casi lievi o moderati; in altri casi, piu’ gravi, si hanno alterazioni dell’andatura piu’ o meno evidenti fino ad arrivare a paresi o paralisi complete dei quattro arti. Alle volte si può rilevare zoppia a carico di un singolo arto anteriore legato all’irritazione che il materiale discale erniato ,in posizione laterale, può produrre sulle radici dei nervi; tale sintomo è comunemente definito “segno della radice”.

Nel secondo caso (protusioni discali), la degenerazione fibroide comporta un progressivo ispessimento dell’anulus fibroso che protrude dorsalmente nel canale vertebrale ancora una volta generando una compressione sul midollo. Queste si manifestano principalmente in animali di taglia grande oltre i 5-6 anni di eta’ come Pastori Tedeschi, Labrador Retriver, Dalmata, sono singole o piu’ spesso multiple in genere localizzate a livello toracolombare, più rara la localizzazione cervicale.
L’insorgenza della sintomatologia è in genere cronica e progressiva ma occasionalmente può essere acuta e caratterizzata da incoordinazione, debolezza del treno posteriore e solo raramente da gravi deficit motori quali paresi non deambulatoria o plegia, a differenza di quanto avviene invece in corso di estrusione discale. Questo perché il midollo spinale riesce ad adattarsi meglio in presenza di patologie ad andamento cronico come le protusioni discali che portano a lenti e progressive compressioni e conseguente danno midollare. Il dolore spinale, quando presente, è spesso “sordo” e relativamente focale.

Una diagnosi precoce ed accurata è imperativa per selezionare la terapia più appropriata ed ottenere quindi i migliori risultati.
La diagnostica per immagini avanzata tramite risonanza magnetica è lo strumento indispensabile per effettuare una diagnosi accurata, in quanto fornisce tutte le informazioni necessarie, oltre che sul processo patologico in corso, anche sullo stato di sofferenza del midollo spinale.

Ernia del disco toraco-lombare

La terapia delle discopatie puo’ essere conservativa o chirurgica.
La prima consiste in riposo ed eventuale impiego di farmaci antinfiammatori e/o analgesici a seconda dei casi, questa può essere presa in considerazione in pazienti al primo episodio e con sintomatologia lieve. La seconda consiste nella rimozione chirurgica del materiale discale che comprime il midollo spinale ed è indicata in tutti quei pazienti che non hanno risposto alla terapia conservativa o in quelli con sintomatologia neurologica più grave. Ad oggi la terapia chirurgica viene considerata il trattamento di elezione per le ernie discali nel cane e nel gatto garantendo un ottimo miglioramento dei sintomi neurologici.

Dr. Pier Luigi Attili
DVM , GPcert (neuro)

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