INVECCHIAMENTO DEFINIZIONE:

(Come per noi, anche per i nostri animali l’invecchiamento è una fase delicata della vita. )

L’invecchiamento è un processo innato che interessa tutti, ma il tasso d’invecchiamento varia da un soggetto all’altro ed è influenzato da una vasta gamma di fattori che possono essere raggruppati in difetti dello sviluppo, predisposizione genetica, fattori ambientali e malattie. A livello molecolare è dovuto al danno cellulare provocato dai radicali liberi, al deterioramento della funzione immunitaria, alla senescenza genica e ad alterazioni cromosomiche. L’invecchiamento produce alterazioni a livello di tutti gli organi, e queste aumentano il rischio di sindrome da disfunzione d’organo multipla. In questa condizione, le singole disfunzioni s’influenzano a vicenda (effetto domino) rendendo molto difficile l’istituzione di una terapia valida.

COSA S’INTENDE PER INVECCHIAMENTO “NORMALE”:

L’invecchiamento di per sé non è causa di malattia, ma la funzione e la riserva d’organo, unitamente alle capacità rigenerativa, sono diminuite rendendo gli animali anziani maggiormente suscettibili alle malattie, e le conseguenze del danno organico pregresso più significative. Nelle fasi iniziali, il deterioramento della funzione organica non causa malattia evidente,  poiché la maggior parte degli organi ha un’ampia riserva funzionale che può essere gradualmente utilizzata.

In generale, il processo di invecchiamento avanza lentamente, con gli animali anziani che mostrano un appetito diminuito,  sono meno attivimentalmente meno  vigili e con minore capacità di  adattamento ai cambiamenti ambientali improvvisi.  Vi possono essere modificazioni fisiche quali,  mantello di qualità scadente, perdita di massa muscolarealterazioni sensoriali dell’olfatto, della vista e  dell’udito.

Quando il mio animale è anziano ?

Molti fattori incidono sull’invecchiamento ma la razza e la taglia dell’animale sono tra i più rilevanti. Le razze giganti e di grossa taglia (con un peso superiore ai 22 kg) possono essere considerate senior  tra i 6 e gli 8 anni, geriatriche sopra i 9 anni di età. Pazienti di  media e piccola taglia (al di sotto dei 22 kg) sono considerati senior tra i 7-10 anni e  geriatrici dopo i 12 anni. In un’altra classificazione i cani fino ai 10 kg di peso vengono considerati senior sopra i 9 anni d età,  quelli tra i 10 e i 20 kg dopo gli 8 anni, quelli oltre i 20 kg sopra i 7 anni di età .

Per quel che riguarda il gatto possiamo considerarli  mediamente anziani tra i 7 e i 10 anni ,senior sopra i 10 anni.

Qual’é  il paziente anziano neurologico?

Le principali alterazioni riferibili a problematiche neurologiche nel cane anziano riguardano:

  • Lo stato del sensorio
  • La postura e l’andatura
  • Il tono e trofismo muscolare.

Le alterazione di più frequente riscontro, per quel che riguarda lo stato mentale, sono sicuramente il disorientamentoalterazioni del comportamento  che si traduce nel perdere la capacità di riconoscere persone e luoghi, perdita di comportamenti attesi. Alterazione del ciclo sonno/veglia con stati di veglia e sonno leggero soprattutto di notte. Movimenti afinalisti come il vagare senza meta con atteggiamento compulsivo. Ma questi segni sono sempre frutto di  un fisiologico invecchiamento cerebrale?

E’ stato dimostrato come negli animali anziani, così come nell’uomo, ci sia una  diminuzione volumetrica del cervello,   fino al 15% . Quello che avviene ,dal punto di vista fisiopatologico, è la perdita di neuroni corticali, soprattutto della corteccia frontale  e temporale, e la riduzione di quei neuroni che sono presenti nella regione dell’ippocampo. Diminuiscono inoltre le interazioni sinaptiche tra i neuroni corticali che diminuiscono in particolari strati della corteccia cerebrale. Ed infine la riduzione di alcuni neuro trasmettitori. E’ l’insieme di queste modificazioni cerebrali, note come “neurodegenerazione”, che determina i normali cambiamenti di comportamento dei nostri cani.

Quali sono , quindi, i segnali di un “cattivo “ invecchiamento?

Il cane può mostrarsi molto disorientato e confuso, perfino tra le mura domestiche, girare in circolo senza motivo,  presentare atteggiamenti di anteropulsione con la tendenza a poggiare la testa sul muro o ad incunearla negli angoli. Può dormire tutto il giorno e, di notte, vocalizzare senza motivi apparenti. Può perdere le abitudini eliminatorie precedentemente apprese, diventare aggressivo o, talvolta, del tutto apatico come mai era stato prima. Può anche non riconoscere più il proprietario, cambiare abitudini alimentari o bloccarsi davanti alla porta di casa, posizionandosi dal lato sbagliato quando vuole uscire. Tutte queste alterazioni possono essere considerati “campanelli d’allarme” di forme degenerative cerebrali analoghe alla demenza senile dell’uomo (malattia di Alzheimer), o il frutto di patologie cerebrali acquisite di natura vascolare (ischemia e/o emorragia cerebrale), infiammatoria(encefalite di natura infettiva o non infettiva) o neoplastica (tumori cerebrali) che possono degenerare in sintomi neurologici più gravi, tra cui i più frequenti sono le crisi convulsive.

Per quel che riguarda l’andatura, i nostri pazienti anziani possono avere gli arti posteriori sotto di se con lievi alterazioni dell’andatura, che si presenta spesso con atassia ovvero incoordinazione dei soli arti posteriori o di tutti e quattro gli arti. Il proprietario ci racconta che vanno a rallentatore sono più lenti, con la tendenza a compiere passi meno ampi, e più piccoli (ipometria).

Il grado di tonicità e forza muscolare sarà diminuito con  pazienti che sembrano più deboli. Neurologicamente ciò si può rilevare attraverso una ,più o meno grave, diminuzione dei riflessi sugli arti, che testimonia una riduzione della forza, associata nel cane anziano ad una fisiologicadiminuita e concentrazione di fibre muscolare di tipo II che sono quelle che servono a compiere i movimenti più veloci, quelle dello scatto e della velocità. Nell’animale anziano, spesso, i problemi a carattere tipicamente neurologico si sommano a preesistenti problemi ortopedici, ciò può creare problemi diagnostici, tanto in sede di localizzazione neuroanatomica della lesione, quanto in ambito terapeutico e prognostico.

Tutte le alterazioni dell’andatura e della tonicità/forza muscolare sopra descritte sono legate ad un fisiologico invecchiamento e degenerazione degli apparati muscolo-scheletrico e del midollo spinale. Ma spesso invece ,soprattutto a fronte di improvvisi e gravi alterazioni, possono essere il risultato di patologie che possono colpire il midollo spinale quali: malattie compressive ( ernie/protusioni discali),  vascolari (infarti e/o emorragie spinali) o neoplastiche (tumori vertebrali o del midollo spinale), o il sistema nervoso periferico (SNP). Tale sistema è costituito dai nervi (nella loro parte che esce dal midollo spinale) e dai muscoli. Anche tale apparato può essere colpito da patologie di natura infiammatoria, degenerativa o neoplastica .

COSA POSSIAMO FARE?

E’ opinione comune che i piani di assistenza sanitaria dedicati agli animali anziani siano un idea valida poiché dovrebbero permettere d’individuare più precocemente le malattie e curarle meglio. Tuttavia, qualsiasi piano di assistenza sanitaria senior deve essere bilanciato con l’ansia potenziale che può creare nei clienti, e con lo stato attuale delle conoscenze per quello che riguarda la forma di intervento più efficace.  COME INIZIARE?

Il proprietario raramente parla al veterinario dei problemi legati all’invecchiamento, perché molte volte l’esordio può essere asintomatico o compensato, o il proprietario pensa che siano segnali ineluttabili di invecchiamento. Cautela a rivolgersi al veterinario per paura di spendere, i proprietari che ne parlano spontaneamente al veterinario sono fra il 7 % e il 17%. Ciò fa sì che la patologia diventi ingravescente e si riducano significativamente le possibilità di successo terapeutico.

Quello che raccomandiamo è quindi di segnalare al medico veterinario qualsiasi alterazione del  comportamento e/o deficit o alterazione dell’andatura ,soprattutto se repentine, che potrebbero non essere legati solo ad un “fisiologico” invecchiamento, ma essere invece l’inizio di una patologia neurologica. Un’accurata visita clinica permetterà al medico veterinario di valutare lo stato di salute del paziente ed interpretare i sintomi rilevati in modo da escludere una loro connessione con patologie specifiche, che richiedono per quel che riguarda, per esempio, la neurologia una visita specialistica.

CONCLUSIONI:

Oggi la medicina geriatrica in Italia rappresenta una delle discipline più nuove della pratica veterinaria, ma è anche un settore particolarmente delicato, non solo per il target- il paziente anziano- ma anche per il ruolo svolto dal proprietario. E’ stato previsto che nei prossimi anni la popolazione dei cani e gatti anziani aumenterà del 25%. Sicuramente una corretta collaborazione e comunicazione proprietario-medico veterinario rappresenta la chiave vincente per la gestione e la cura dei nostri animali anziani. Essere anziani non significa necessariamente essere malati, ma alle volte dietro ai normali sintomi dell’invecchiamento può nascondersi l’inizio di patologie d’organo anche rilevanti.

Autore: Dott. Pier Luigi Attili