Epilessia cane: eziopatogenesi, clinica e Diagnosi

L’epilessia costituisce un notevole problema nella clinica neurologica del cane e del gatto.

Con il termine “epilessia” si intende il “ricorrere di crisi convulsive indipendentemente dalle cause che l’hanno scatenata”.

I neuroni della corteccia cerebrale e di altre aree sottostanti possono essere soggetti ad attività parossistiche improvvise, eccessive, disordinate, afinalistiche e spesso autolimitanti, cui consegue un’enorme varietà di manifestazioni cliniche dipendenti da estensione e localizzazione dell’area cerebrale interessata dal fenomeno.

L’attivazione di neuroni della corteccia motoria causa un’attività muscolare proporzionale all’estensione dell’area corticale interessata: si può assistere all’attivazione di pochi fasci muscolari fino ad un attività muscolare generalizzata.

Alcune volte, vengono coinvolti neuroni limbici, con conseguenti alterazioni comportamentali. Altre volte, si assiste ad alterazioni dello stato di coscienza o a manifestazioni puramente vegetative. Molto spesso il quadro clinico si presenta misto.

Dato che la manifestazione più segnalata nella clinica neurologica dei piccoli animali è una crisi motoria generalizzata, il termine più usato è convulsione o crisi convulsiva.

Questa crisi si manifesta con una tipica sequenza: il cane si irrigidisce, perde coscienza e cade di lato producendo dei movimenti caratterizzati da violente contrazioni dei muscoli delle zampe, del corpo e della testa.

In questa fase il cane può perdere urine, feci e mostrare un eccessiva salivazione.

La durata media di tali sintomi è di solito variabile tra i 30 secondi-3 minuti.

Le crisi epilettiche possono manifestarsi anche come crisi “parziali”. In tal caso l’attività convulsivante interessa solo una parte del corpo (per esempio la testa o un arto) e lo stato mentale può anche essere normale o lievemente  alterato.

Il cane non muore per la crisi che spesso passa da sola. Bisogna evitare di provare ad aprire la bocca perché si rischiano morsicature anche gravi: non va dimenticato che il nostro cane in quel momento è incosciente e non è in grado di riconoscerci. Dopo la crisi, alcuni cani possono richiedere un periodo di tempo più o meno lungo (da alcuni minuti a diverse ore) per tornare normali. In questa fase, chiamata fase post-ictale, il soggetto può apparire cieco, incoordinato e strano. E’ importante lasciarlo tranquillo e non va costretto ad interagire né con il proprietario, né con l’ambiente circostante. In alcuni casi, se non trattate, le crisi convulsive, con il passare del tempo, possono diventare più frequenti ed intense, ossia più gravi.

Le patologie in grado di causare crisi epilettiche sono numerose. La maggior parte sono comuni al cane e al gatto, ma altre sono esclusive o comunque più frequenti in una delle due specie. In generale, la classificazione eziologica delle crisi porta alla formazione di 4 diverse forme di epilessia.

1.: Epilessia strutturale: è presente e diagnosticabile una patologia encefalica. Tale patologia può essere di natura vascolare, infiammatoria, neoplastica, degenerativa, traumatica o legata ad  anomalie congenite.

2.: Epilessia reattiva: l’encefalo è funzionalmente e strutturalmente normale ma risente di una patologia metabolica, nutrizionale o tossica. Tra le cause più frequenti di tale tipo di epilessia ricordiamo, l’ipoglicemia, l’ipocalcemia, la carenza di tiamina, le encefalopatia epatica, gli squilibri elettrolitici, tossici, le encefalopatia uremica, le acidurie organiche.

3.: Epilessia idiopatica o primaria: dovuta a fattori genetici o ad altri ancora non conosciuti.

4.: Epilessia criptogenica: L’età di insorgenza delle crisi, il risultato dell’esame neurologico o altri fattori fanno fortemente sospettare che esista un danno neurologico dell’encefalo, non diagnosticabile nonostante un approfondito e corretto work up.

Per fare la diagnosi di epilessia primaria (la causa più frequente di epilessia nel cane) il medico veterinario deve sottoporre il cane ad una visita neurologica completa e a degli esami collaterali (esami del sangue completi). Completano l’iter esami più complessi che permettono di visualizzare l’encefalo. Tra questi la TC ma soprattutto la  risonanza magnetica.

Gli esami collaterali e la risonanza magnetica permetteranno al tuo medico veterinario di escludere le altre malattie che possono produrre crisi convulsive e quindi se tutte queste prove effettuate risultano normali il cane può essere considerato affetto da epilessia primaria o idiopatica.

Dr. Pier Luigi Attili, DVM, GPCert (neuro)

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